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de mentiale

Si vuole dimostrare che il demenziale sia il nuovo linguaggio delle “intelligenze”, ove per intelligenze si intendano i soggetti che si oppongono, anche -e soprattutto- solo in forma teorica, all’ordine sociale, economico, politico, religioso, blabla, vigente; ordine che chiameremo Imtero.
Per la definizione di demenziale invece, vista la complessità dell’argomento, ci si limiterà a considerare come aspetti caratterizzanti
1)l’essere ridicolo, contrastando la logica comune, interrompendo il sillogismo della norma delle cose, e
2) l’essere totalmente privo di contenuto.

Dunque gli “intelligenti”, nel loro immediato e naturale moto di ribellione, si trovano da subito in una situazione paradossale. Sono completamente immersi, imbevuti, posseduti dall’oggetto della loro critica. Ne sono indistinguibili. Sono, in effetti, il loro proprio bersaglio, e non riescono perciò neanche ad ipotizzare un orizzonte reale che ricomprenda essi stessi e non l’avversario.

A questo punto si verifica un primo violento fenomeno di frustrazione. I più ingenui e volenterosi, in buona fede, si lanciano comunque in un tentativo di discorso critico verso ciò che li circonda, ma a causa della loro onestà intellettuale, molto presto diventano “non credibili” ai loro stessi occhi, e iniziano quindi a ridere scompostamente e istericamente. Dissociatamente.

Altri invece si prodigano nella satira impegnata, e raggiungono talvolta l’illusione di aver aggirato il problema della loro contraddizione esistenziale. Non si rendono conto, invece, che la satira ormai prende di mira solo aspetti  particolarmente grossolani, ereditati da vecchi mondi – i quali, analizzati oggi, nonostante le loro ingiustizie offrivano almeno l’illusione di una via d’uscita praticabile – e che quindi attualmente risultano insostanziali.
Qualora la satira riuscisse, in rari casi, ad essere veramente assoluta, non potrebbe comunque mai essere convinta, perché violerebbe il principio di non contraddizione, e ciò è riservato solo al mondo reale – nella fattispecie della morte – e non alla mente umana.

L’unico metodo di lotta coerente che dunque si offre al ribelle è il suicidio. Nonostante la “universalmente-riconosciuta” sconsideratezza e inutilità del gesto, si potrebbe ravvisare in esso un ipotetico fine anti-imteriale, consistente nel sottrarre mercato al Mercato, sperando in una sua eventuale estinzione e successiva presa del potere da parte di organismi ancora non contagiati dal virus. Ma questa  sarebbe una previsione del tutto utopica, visto il generalizzato e radicato assenso dei prodotti-producenti-acquirenti nei confronti del Mercato, e -ancor di più- l’attaccamento dell’uomo alla vita.

Alla luce di queste considerazioni, e sempre con il pianto dietro agli occhi sorridenti, l’intelligenza si diverte ad infrangere le proprie regole, a cortocircuitare sé stessa volontariamente.

Si concede, in pratica, questa forma di follia (ancora) non patologica: il demenziale.

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