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Noi precisiamo

Noi giornalisti della carta stracciata, noi farisei a presa rapida, vorremmo precisare alcuni aspetti in merito alle guerre nord africane che potrebbero essere risultati poco chiari nelle nostre piccole interferenze tra le pubblicità di prima serata.

Noi precisiamo, ad esempio, di sapere che il motivo per cui libici/tunisini/altro fuggono dai loro paesi è unicamente la guerra. Noi ribadiamo che questi sono profughi di una guerra di democratizzazione e di liberazione da crudeli despoti.

Noi sappiamo che questi profughi stanno lasciando la loro ricchezza e prosperità perché recentemente hanno visto i propri diritti politici venire negati dai loro stati nazionali.

Noi ricordiamo che l’emigrazione da questi paesi è un fenomeno nuovissimo, risalente proprio all’inizio di queste guerre civili. Costoro non vengono per fame. Non sono mai venuti per fame, ma vengono adesso per la prima volta perché in patria sono ritenuti scomodi. La pagliuzza che gli ha infastidito la vita è stata il baciamano di Abberlusconi (cit.), in veste di presidente del consiglio, a Gheddafi, e non i miliardi di euro che il privato imprenditore Silvio Berlusconi e molti altri più di lui eventualmente investono in quei territori speculando dietro e sopra le ignare spalle economiche della popolazione indigena.

Noi ribadiamo che la soluzione per la felicità di queste persone è a un passo: basterebbe smettere i baciamano, condannare apertamente e televisivamente i regimi antidemocratici, aprire tutte le frontiere e spingere così tutta la popolazione africana a provare a venire nell’Europa felix, e la metà che non annega, tenerla amabilmente, illuminatamente, spensieratamente a vendere fazzoletti già pianti al semaforo.

Noi puntualizziamo che questa, come del resto tutte, è una battaglia ideologica, è la guerra tra il governo del bungabunga e il popolo lavoratore e lettore del Fatto Quotidiano, è il tragico conflitto tra le amazzoni del raìs e una nazione affamata che vorrebbe umilmente, anche-facendo-dei-sacrifici, avere accesso al diritto ad un profilo facebook da gestire dall’Ipad.

Noi sappiamo quindi che non si tratta di questioni economiche, tra pochi individui che, nella loro sfera privata, quando rincasano dalle pagliacciate pubbliche, decidono realmente come spartirsi il mondo e gli animaletti che si ostinano ad abitarlo. E anche quando lo dovessimo sapere, non lo diciamo, perché non è certo questo il movente interessante di questa storia, non è questo ciò che un onesto trafficatore, la sera a cena, non prima di aver ringraziato il signore per questo cibo che ci ha donato, vuole sforzarsi di comprendere.
Ed essendo questi, infine, la nostra fonte di sostentamento, il nostro motore primo, il nostro utilizzatore finale, continuiamo ad alimentarlo e farci alimentare, abbeverarlo e farci abbeverare, vicendevolmente.
Gli animaletti, purtroppo, vogliono essere imboccati.

 

 

Voi,

pastori di impressioni,
costruttori di incertezze,
allevatori di umori ventrali,
mieterete superficiali consensi

o superficiali dissensi,
e subito sprofonderete
silenziati
a concimare quei vostri campi.

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