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Perchè Sanremo è Sanremo™?

Ogni anno va in scena il teatrino di Sanremo, con il suo gettonatissimo Festival della Canzone Italiana. E ogni anno, inesorabilmente, si accende una piccola scintilla sommersa immediatamente da un polverone mediatico, tanto accuratamente fitto quanto fuori fuoco.

Sanremo è la summa di un’impostazione monopolistica e totalitarista della televisione -in questo caso- italiana. È l’emblema di come l’arte, specie quando proiettata forzatamente nel cervello, senza beneficio del dubbio, per quattro lunghe ore dopo una lunga giornata di lavoro, è già sempre politica.

Per questo motivo, è ingenuo pensare che non intervengano contestatori durante la serata – per quanto quelli di ieri fossero beceri spettatori che invocavano beatamente il paradosso del “Basta Politica!”, peraltro solo mentre entrava in scena un comico, e non già quando dal primo minuto a presentare c’era un ebete valvassore del culturame moderatamente sinistrorso; o meglio, è folle.

È folle il tentativo di creare una trasmissione televisiva nazionalpopolare per mandare in eurovisione un tenero segnale di (malintesa) ‘unità nazionale’, e per mandare in Italia un liquido e rassicurante memorandum di unità nel consumo; o meglio, è criminale.

É criminale cercare di appianare 60 milioni di coscienze, culture, ideologie, e farle passare tutte attraverso l’imbuto del conduttore più in voga del momento, con i cantanti più in voga del momento, e la cabarettista irriverente più irriverente del momento. O meglio, è fascista.

La televisione pubblica monopolista non può esistere se non oscurando, asfissiando, devastando tutto ciò che non riesce nè vuole rappresentare. Eppure questa televisione esiste, ed opera da 59 anni.

Perchè “La Rai sei tu”, ma è anche il degrado che ti sta intorno. Buon Sanremo a tutti.

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