Just another WordPress.com weblog

Non è tanto Renzi

Ciò che fa soffrire non è tanto un eventuale governo Renzi. Anzi, il fatto che finalmente i vertici del più grande partito “di sinistra” lascino il pilatesco ruolo di “concorso esterno” e prendano finalmente le redini di questa devastazione sociale, potrebbe essere un passo avanti perchè la base si svegli dal coma e ricostruisca qualcosa di serio.

Ciò che fa soffrire è che non ci sarà nessuna base a voler ricostruire.

Ci saranno i 60enni, confusi da “quel giovinastro fiorentino” ma in fondo contenti, perchè da quando la struttura non esiste più neanche nella loro testa e il gioco ormai si è risolto nel mettere la propria bandiera in cima alla sovrastruttura, dopo decenni di sconfitte Renzi gli avrà finalmente regalato questa soddisfazione.

Poi ci saranno i festeggiamenti, pur sempre pacati e , dei 50enni, di chi è nato per assecondare il flusso degli eventi, e vota solo “chi ce la può fare perchè altrimenti è un voto sprecato”, e ripete istericamente che bisogna guardare avanti perchè in realtà si vergogna di guardare in faccia tutti quelli che sono rimasti indietro.

E poi ci saranno i ggiovani-de-sinistra, “il futuro del paese” (anche se sono ancora indecisi su quale paese), che invaderanno i gazebo e i social network con le loro bandierine, le magliette “ADESSO!”, la sensazione – purtroppo reale – di aver vinto, loro che non sono mai stati altro nè ne hanno mai sentito parlare.
Gongoleranno, crederanno di aver combattuto una guerra lampo e di aver avuto ragione; si sentiranno fieri dei loro mouse.
Si rallegreranno per aver dato “una spallata ai vecchi poteri”; torneranno a casa, accenderanno la tv, e guarderanno un potere moderno, giovane, sottile, amichevole.

Tanto per cambiare, la barbarie culturale dirà di essersi vestita da progresso, e nessun bambino avrà occhi per urlare che in realtà è più nuda di prima.

Dio è morto, Marx è morto, e Renzi ha appena 38 anni.

Nota distensiva: più o meno ci aspetta questo.
Annunci

I commenti sono chiusi.